28.10.05

Jorgen o degli antichi libri



Quei pochi che mi leggono dicono che non si capisce quello che scrivo. Hanno ragione.
E l'unico pudore che mi è rimasto dopo il nicciano abattimento di ogni morale operato sulla mia persona. Il centro dei miei discorsi (o sarebbe meglio dire il noumeno di quello che scrivo) ama nascondersi. A tal punto che per manifestarsi sceglie contesti estremi.

Estremi come gli orari in cui in genere scrivo, estremi anzi ultracontestuali perchè ho il vezzo del doppio livello di scrittura. L'argomento del post come pretesto e un'intimità contorta che scaturisce da questo pretesto.
Il titolo riferisce al presteso, l'immagine (se riesce) cerca l'improbabile punto di contatto di questo contrappunto di scrittura.
Il livello di lettura, state pur tranquilli, rimane al più uno (nel senso che a volte non c'è proprio).

Ecco, sui libri antichi lavoro in questi giorni, sopratutto di analisi e di soluzioni utilim anzi utilizzabili.
Stavolta il pretesto è alla fine, ma ormai lo si sa: il gioco è svelato.
Ormai non c'è più alcun censore del riso Stagirita.