22.11.05

Augusto


Sedere al tavolo e aspettare l'ispirazione
non è altro che il gioco dei pagliacci
un po' di trucco, una parrucca, quattro stracci
per far del sogno un'onesta professione

Fra segatura e sabbia di un palco circolare
fra giocolieri, nani e domatori
trapezisti e maghi, due prestigiatori
ecco l'attrazione, pronta a debuttare

Augusto s'inchina, tossisce e guarda avanti
pensa in questo modo di vincere la paura
di certo non sapeva che fosse così dura
restare calmi se si è ancora dilettanti

Il numero migliore del vasto repertorio
è quello del pagliaccio con l'abito di gala
che grida un disiderio ai piedi della scala
strappando sbadigli e fischi all'uditorio

I cavalli sulla pista, le scimmie e gli elefanti,
perfino l'ipocrita... quell'ingrata della iena
preferiscono dormire perché ignorano la pena
ed al poeta in lacrime sono tutti indifferenti

Il dramma non s'adatta al pubblico pagante
che compra col denaro un'allegria comune
ma la bella equilibrista a spasso sulla fune
sul vuoto lei cammina e trova
[commovente

che ognuno sia all'oscuro dei piani della sorte
perfino Augusto il clown, poeta ed anche attore,
che porta sulla scena, quasi per due ore,
la più alta forma d'arte ovvero la sua morte.

(D.D'Orazio - M.Orletti - D.Vitarelli, 2005)

Augusto.mp3