Dormo poco

Un cliente stamattina... anzi no... cliente non mi piace: è abusato e approssimativo. Una persona con cui intercorrono rapporti che hanno determinati vincoli legati a prezzi e prestazioni. Già meglio, ha anche una sfumatura di meretricio che ben si adatta a questa dimensione a metà fra il freelance e il giovane imprenditore. Per uno che il marchio Ing ce l'avrà al massimo sul biglietto da visita e non riuscirà mai a metterselo nel cervello il meretricio è un dignitoso limbo.
Dicevamo... il cliente o meglio la persona con cui [omissis]... insomma costui mi chiedeva garanzie di visibilità assolute, esigeva risposte dogmatiche sulle prestazioni di un portale. Mentre argomentavo risposte velate di tecno-scetticismi pensavo a quanta ecologia manca alle relazioni in questi tempi barocchi e quanto l'illusione pan-positivista sia destinata alla corda prima o poi.
Ma se io lasciassi tutto per un pianoforte? Se mi confinassi nella riserva indiana dei miei ascolti, mi nutrissi di autoreferenzialità prima...? Poi una volta acquistata la sicurezza dell'eremita mi aprissi ad un mondo che non so ancora immaginare ma che so esistere con dimostrabilità rigorosa?
Nel dubbio, questo novembre dormo poco.

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