10.12.05

The Goldberg Variations



Non scrivo con un senso di novità, c'è già chi ne ha scritto (un libro su tutti) e in fondo solo negli ultimi secoli scienza e arte sembrano viaggiare su binari differenti.

Sto preparando un esame. concettuale, ostico e pieno di ambiguità. difficile come si dice in genere. Ho bisogno di chiavi di decodifica, ho bisogno di creare percorsi mentali cui riferire lo sviluppo delle dimostrazioni, ho bisogno di una zattera su cui caricare solo i riferimenti (c'è poco posto) nel mare della mia memoria.

Ad indicarmi la via un ascolto pomeridiano: le Golberg Variations in una esecuzione di riferimento e di reinvenzione. Glenn Gould al piano. Lo immagino disadattato al limite dell'autismo, trasandato, vestito male e sullo sgabello troppo basso. Le gambe accavallate chè tanto Bach non ha bisogno di quel pedale destro tanto abusato.
In tutto questo mi rispecchio e da tutto questo imparo e costruisco (percorsi, zattere, chiavi).

Suono anche io con le gambe accavallate, non mi piace il pedale. non mi piacciono gli abbellimenti ne' le note di passaggio. nella musica, nei campi elettromagnetici, nella vita.