Ofllaga Disco Pax

Un mese fa ho girato una città densa e capace di suggestioni. Io, per disabitudine al convolgimento, ho deciso di affrontare la capitale catalana con un soundtrack che fosse in qualche modo a me affine. Sull'ipod la notte prima di partire ho caricato Wim Mertens e gli Offlaga Disco Pax. Insieme, sì: come il prosciutto e il melone.
Una serata di dicembre mi avevano detto di loro, degli ODP, nell'emisfero che racchiude le due sale studio in cui trascorro questi mesi invernali. Una sala, dedita allo studio diurno, ampia comoda e sopratutto dotata di distributore automatico di caffeina e altre amenità. L'altra, dal fascino geometrico dell'igloo, più affine alle dinamiche politiche del mio esistere e destinata allo studio notturno. Ecco tra i due antri uno spazio di asfalto, lampioni e verde (poco).
Qui un amico che ora vive lontano (ma non troppo) mi parla di loro, degli Offlaga. Io me ne frego. Scarico il cd prima di partire. Lo ascolto la prima volta in areoporto. Per due settimane non riesco ad aggiornare la playlist.

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