25.9.06

Campioni del mondo


Degli sport importanti... il ciclismo.
Tante volte ho provato, sempre per terapia si intende, a raccontare il mio rapporto con le due ruote. Mai arrivato a spiegare nulla, perchè nulla si può raccontare di certe passioni.
Sono stato misticamente assorto davanti alla bici di un Pantani esordiente esibita come reliquia a Cesenatico. Ho costretto i miei compagni di viaggio ad allungare di un pomeriggio il viaggio 'deviare' sul Col de la Madeleine. A 17 anni ho attraversato la penisola su una Specialized minimamente attrezzata, con un sacco a pelo e uno zaino di sopravvivenza estremo da far invidia ad un Inter-rail-man di altri tempi.
Oggi non vado oltre qualche decina di chilometri, senza bagagli ma con la stesse percezioni ogni volta che sento entrare le gambe.

Lo dicono in molti e, per una volta, sento di unirmi al coro: pedalare è rimasta una pratica sportiva epica e mistica. Da soli si pedala, da soli ci si confronta con la strada, da soli ci si riappropria dello spazio e dell tempo.
Definirlo sport è riduttivo, anzi nel mio caso inutile visto che non ho mai gareggiato con altri. Oggi però mi giustifico nel dire di aver vinto.