30.11.06

L'anomalia Belady



Immaginiamo assimilare la sequenza di informazioni 1 2 3 4 1 2 5 1 2 3 4 5... . Uso numeri per comodità di rappresentazione, ma funziona con qualsiasi cosa che sia un'informazione.

Immaginiamo ancora di avere un cervello che ricorda solo 3 informazioni: quando ne arriva una nuova si sostituisce la più vecchia, se non è già presente nel cervello. In pratica all'inizio il nostro cervello è vuoto, poi contiene [1], poi [1,2] poi [1,2, 3] poi arriva il 4 e allora sostituisco l'1 che era la più vecchia [4,2,3], poi torna l'1 che però non ho più in memoria e sostituisco il 2 che nel frattempo è diventata l'informazione più vecchia [4,1,3] etc etc...

L'ideale sarebbe avere quindi una memoria molto grande, così da non fare sostituzioni, visto che ogni sostituzione è un dimenticare e un dover riapprendere da capo. Nel caso di una memoria infinita non dimentico mai nulla e ogni informazione che arriva ha un posto libero da occupare, se non è già presente in memoria e quindi il posto ce l'ha già.

C'è un'anomalia a questo procedimento e ve la propongo (senza poi risparmiarvi dalla morale finale). Allora: se ho una memoria di tre informazioni [a,b,c] per esplorare tutta la sequenza devo fare 9 sostituzioni. Se invece ho una memoria di quattro informazioni [a,b,c,d], e qui viene il bello, per esplorare tutta la sequenza devo fare 10 sostituzioni!
Quindi, in altri termini, con più memoria a disposizione dimentico più in fretta e devo fare più fatica a riapprendere.

In questa epoca di flussi di informazione continui, di intelligenza collettiva (o connettiva secondo alcuni) virtualmente senza limiti, l'anomalia di Belady ci propone una soluzione inaspettata: diminuire le capacità della nostra memoria per riuscire a raccogliere più informazioni (a parità di impegno).

Andando a scavare nel processo logico non troviamo nessun paradosso che ci salvi da questa pericolosa anomalia. La causa, approfondendo lo studio, è il fatto che si dimenticano prima le informazioni che da più tempo sono in memoria.
Il nostro cervello funziona così, almeno sul breve periodo. Poi invece, dice mia nonna, ti ricordi solo le cose di una volta. Ed è proprio questo, matematicamente, l'unico modo di riequilibrare questa anomalia.