Voghera
Anni fa sull'Espresso o (sull'inserto del Corriere) c'era una rubrica sulla poesia. In pratica ogni numero dedicava una pagina all'opera di un poeta 'minore' con qualche nota biografica e due poesie impaginate negli stessi spazi. La lettura della poesia è la risoluzione di un mistero, è il risolvere un problema di cui non hai nemmeno i dati iniziali. Almeno per me è tutto questo e quindi leggo poco e capisco nulla. Una volta però avevo meno certezze metodologiche e più curiosità e allora quelle pagine di poesia erano un po' come i problemi matematici della settimana enigmistica: la mia chiave privata alla poesia. Ricordo solo una poesia tra tutte. parlava della stazione di rovigo. L'autore era nel treno fermo nella stazione e raccontava di questa stazione in cui non era mai sceso.
Oggi (e ieri) il mio treno è passato per voghera. credo che la stazione di voghera sia un altro di quei posti che meritano di essere raccontati. Io però poeta non sono e mi limito a qulche riga senza metro ne' rima. Voghera per noi che siamo nati verso il sud è un luogo di mitologica inconsistenza. ce la immaginiamo immersa nella nebbia, e ci immaginiamo che questa nebbia renda piatti caratteri e esistenze delle persone e magari le cose che immaginiamo sono anche vere.
Allora, ieri sull'interregionale veloce bologna-torino, poi oggi pomeriggio, su questo regionale torino-piacenza. La stazione di voghera è grande, prima sorpresa, che pensi di essere in un posto importante quando il treno ci inizia a entrare e poi vedi il cartello Voghera e quasi ci rimani male. Poi a voghera ho trovato tanta luce, che alla fine il panorama che vedi, quello che stai vedendo ora mentre ha appena lasciato la stazione, ti piace a tal punto da aprire il macbook e fotografare queste immagininella tua mente. E ancora: alla stazione di voghera salgono e scendono tante persone, e tu non conosci il 'mistero' di tutte quelle persone, perchè salgono e scendono solo qui e non nelle città 'importanti'? forse oggi ho trovato un'altra città importante, per i suoi treni, per le sue luci, per il mistero omertoso delle facce di queste persone.
Oggi (e ieri) il mio treno è passato per voghera. credo che la stazione di voghera sia un altro di quei posti che meritano di essere raccontati. Io però poeta non sono e mi limito a qulche riga senza metro ne' rima. Voghera per noi che siamo nati verso il sud è un luogo di mitologica inconsistenza. ce la immaginiamo immersa nella nebbia, e ci immaginiamo che questa nebbia renda piatti caratteri e esistenze delle persone e magari le cose che immaginiamo sono anche vere.
Allora, ieri sull'interregionale veloce bologna-torino, poi oggi pomeriggio, su questo regionale torino-piacenza. La stazione di voghera è grande, prima sorpresa, che pensi di essere in un posto importante quando il treno ci inizia a entrare e poi vedi il cartello Voghera e quasi ci rimani male. Poi a voghera ho trovato tanta luce, che alla fine il panorama che vedi, quello che stai vedendo ora mentre ha appena lasciato la stazione, ti piace a tal punto da aprire il macbook e fotografare queste immagininella tua mente. E ancora: alla stazione di voghera salgono e scendono tante persone, e tu non conosci il 'mistero' di tutte quelle persone, perchè salgono e scendono solo qui e non nelle città 'importanti'? forse oggi ho trovato un'altra città importante, per i suoi treni, per le sue luci, per il mistero omertoso delle facce di queste persone.

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